Lo Yoga Integrale

Ci sono diverse strade di yoga e ciascuna ha una mira e uno scopo diversi avanti a sé. È comune a tutte le strade vincere i desideri, metter da parte i normali rapporti della vita, e cercare di passare dall’incertezza alla certezza eterna. Si può anche tentare di dominare il sogno e il sonno, la sete e la fame e così via. Ma non rientra nel mio yoga non aver nulla a che fare con il mondo o con la vita o uccidere i sensi o inibire del tutto la loro azione. Il fine del mio yoga è trasformare la vita, facendo scendere in essa la Luce, il Potere e la Felicità della Verità divina e le sue dinamiche certezze. Questo yoga non è uno yoga di ascetismo e di fuga dal mondo ma di vita divina.

Sri Aurobindo, Lettere

Lo Scopo dello Yoga Integrale

Introduzione

Dal "Dizionario dello Sri Aurobindo's Yoga", compilato dagli scritti di Sri Aurobindo di M.P. Pandit, pubblicato da Dipti Publications, Sri Aurobindo Ashram.

Molti Auroviliani, certamente quelli che sono venuti appositamente per la visione e la chiamata spirituale di Auroville, stanno praticando lo “Yoga integrale” come descritto da Sri Aurobindo, e si riferiscono naturalmente ad esso nelle loro comunicazioni nella vita quotidiana e su questo sito. Aggiungiamo qui di seguito alcune definizioni introduttive relative allo yoga nelle parole dello stesso Sri Aurobindo.

Scopo centrale dello Yoga integrale

Trasformazione del nostro modo di pensare, vedere, sentire ed essere umano superficiale, stretto e frammentario, in una profonda e ampia coscienza spirituale e in un’esistenza interiore ed esteriore integrata, e della nostra vita umana ordinaria in una interpretazione divina della vita.

Yoga integrale

Questo yoga accetta il valore dell’esistenza cosmica e lo considera una realtà; il suo scopo è quello di entrare in una Verità-Coscienza superiore o Divina Coscienza Sovramentale in cui l’azione e la creazione sono l’espressione non dell’ignoranza e dell’imperfezione, ma della Verità, della Luce, della Divina Ananda (Beatitudine). Ma per questo, è indispensabile la resa della mente, della vita e del corpo mortali alla Coscienza Superiore, poiché è troppo difficile per l’essere umano mortale passare con i suoi propri sforzi oltre la mente a una Coscienza Supramentale in cui il dinamismo non è più mentale ma di un altro potere. Solo coloro che possono accettare la chiamata a tale cambiamento dovrebbero entrare in questo yoga.

Sâdhanâ dello Yoga integrale

Il Sâdhanâ [pratica] dello Yoga integrale non procede attraverso alcun insegnamento mentale stabilito o forme prescritte di meditazione, mantra o altri, ma mediante l’aspirazione, un’auto-concentrazione verso l’interno o verso l’alto, da un’auto-apertura a un’Influenza, a il Potere Divino sopra di noi e i suoi meccanismi, la Divina Presenza nel cuore e il rifiuto di tutto ciò che è estraneo a queste cose. È solo per fede, aspirazione e resa che questa auto-apertura può venire.

Metodo integrale

Il metodo che dobbiamo perseguire, è mettere tutto il nostro essere cosciente in relazione e in contatto con il Divino e chiamarlo per trasformare tutto il nostro essere nel Suo, in modo che in un certo senso Dio stesso, la vera Persona in noi, diventi il sâdhaka del sâdhana* così come il Maestro dello Yoga da cui la personalità inferiore viene usata come centro di una trasfigurazione divina e strumento della sua stessa perfezione. In effetti, la pressione della Tapas, la forza della coscienza in noi che dimora nell’Idea della Natura divina su ciò che siamo nella nostra totalità, produce la sua realizzazione. Il divino e onnisciente e onnipotente discende sul limitato e oscuro, illumina progressivamente ed energizza l’intera natura inferiore e sostituisce la propria azione a tutti i termini della luce umana inferiore e dell’attività mortale.

* Sâdhana, la pratica mediante la quale si ottiene la perfezione, il siddhi;

Sâdhaka, lo Yogin che cerca con quella pratica il siddhi.

Scopo dello Yoga integrale

Non si tratta semplicemente di emergere dall’ordinaria coscienza del mondo ignorante nella coscienza divina, ma di portare il potere sovramentale di quella coscienza divina nell’ignoranza di mente, vita e corpo, trasformarli, manifestare il Divino qui e creare una vita divina nella Materia.

Condizioni dello Yoga integrale

Questo yoga può essere fatto fino alla fine solo da coloro che sono seriamente sinceri e pronti ad abolire il loro piccolo ego umano e le sue esigenze, per ritrovarsi nel Divino. Non può essere fatto in uno spirito di leggerezza o lassismo; il lavoro è troppo alto e difficile, i poteri avversi nella Natura inferiore sono troppo pronti a sfruttare la minima sanzione o la più piccola apertura, l’aspirazione e la tapasyâ (concentrazione della volontà) necessarie troppo costanti e intense.

Metodo nello Yoga integrale

Concentrarsi, preferibilmente nel cuore e chiamare la presenza e il potere della Madre per prendere l’essere e, attraverso i meccanismi della sua forza, trasformare la coscienza. Si può concentrare anche nella testa o tra le sopracciglia, ma per molti è un’apertura troppo difficile. Quando la mente si calma e la concentrazione diventa forte e l’aspirazione intensa, allora c’è l’inizio dell’esperienza. Maggiore è la fede, più rapido sarà il risultato. Per il resto non si deve dipendere solo dai propri sforzi, ma riuscire a stabilire un contatto con il Divino e una ricettività alla Potenza e alla Presenza della Madre.

Metodi chiave: La via della devozione e della resa

È il movimento psichico che porta la costante e pura devozione e la rimozione dell’ego che rende possibile arrendersi.

La via della conoscenza

Meditazione nella testa da cui provengono le aperture superiori, la quiete o il silenzio della mente e la discesa della pace ecc., della coscienza superiore in generale fino a quando non avvolge l’essere e riempie il corpo e inizia a interessare tutti i movimenti.

Yoga per opere

Separazione del Purusha dalla Prakriti, l’essere silenzioso interiore da quello attivo esterno, in modo che uno abbia due coscienze o una doppia coscienza, uno dietro a guardare e osservare e infine a controllare e cambiare l’altro che è attivo di fronte. L’altro modo di iniziare lo yoga delle opere è eseguirle per il Divino, per la Madre e non per se stessi, consacrandole e dedicandole fino a quando non si sente concretamente che la Forza Divina intraprende le attività e le fa proprie.

Oggetto dello Yoga integrale

L’obiettivo dello Yoga integrale è entrare ed essere posseduto dalla Presenza e Coscienza Divina, amare il Divino solo per il Divino: essere sintonizzato nella nostra natura nella natura del Divino, nella nostra volontà, nelle nostre opere e vita è lo strumento del Divino.

Principio dello Yoga integrale

L’intero principio dello Yoga integrale è di donarsi interamente al solo Divino e a nessun altro e di portare in noi stessi con l’unione con la Divina Madre, tutta la luce, il potere, l’ampiezza, la pace, la purezza, la coscienza della verità e Ananda trascendenti del Divino Supramentale.

Realizzazioni fondamentali dello Yoga integrale

Il cambiamento psichico in modo che una devozione completa possa essere il principale motivo del cuore e il sovrano del pensiero, della vita e dell’azione in costante unione con la Madre e nella sua Presenza. La discesa della Pace, Potenza, Luce ecc. della Coscienza Superiore attraverso la testa e il cuore in tutto l’essere, occupando le stesse cellule del corpo. La percezione dell’Uno e del Divino infinitamente ovunque, la Madre ovunque e vivere in quella coscienza infinita.

(traduzione a cura di Manohar Fedele)

 

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