Perché rimango ad Auroville

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Pubblichiamo un articolo a cura di Manohar Luigi Fedele – auroviliano e residente dal 2003, vice presidente di Auroville Italia – sugli ultimi spiacevoli e controversi accadimenti all’interno della città.

Buona lettura e buon weekend a tutti Voi.

In questo difficile momento di turbolenza, di confusione e di contrasti in Auroville, mi è capitato spesso negli ultimi tempi di chiedermi, a distanza di 19 anni dalla mia scelta di vivere qui, se ancora sussistono le motivazioni che mi portarono a tale decisione. Premesso che sono a conoscenza della filosofia di Sri Aurobindo e della Madre dai tempi dei miei primi studi e pratiche di yoga, nel 1964, che ero consapevole della inaugurazione di Auroville il 28 febbraio 1968, sotto la sponsorizzazione dell’UNESCO, fu solo nel febbraio 2003 che una serie di fortunate circostanze mi portarono a visitare e scoprire Auroville, ed a maturare la decisione di diventarne un residente.

Prima ancora di conoscere fisicamente Auroville, avevo un’idea ed un interesse verso questo esperimento di unità umana, di comprensione e convivenza pur nel rispetto delle diversità e delle differenze. Un esperimento di vita ispirata alla spiritualità, non alla religione o al fideismo, ma nella concretezza della vita reale, nel lavoro, nello studio, nella crescita personale e collettiva. Un esperimento di yoga integrale che rivoluziona i concetti di economia, di cultura, di struttura sociale, di insegnamento, di progresso sostenibile seguendo l’ispirazione di Sri Aurobindo, messa in pratica dalla Madre. Ho deciso di partecipare di persona a questa avventura, per contribuire con tutte le mie energie a questo ideale di progresso nell’equanimità, nella pace, nella libertà, nell’eguaglianza, lanciato verso il futuro attraverso continui avanzamenti scientifici e culturali, ma saldamente vincolato alle esperienze e agli insegnamenti del passato. Ho fatto in tempo a vivere un pò la Auroville dei pionieri, con il Matrimandir ancora in fase avanzata di costruzione, il progetto di Galassia già ben delineato ma in fase di “messa a terra”, l’aspetto sociale ed economico ancora in fase di programmazione, l’aspetto educativo già abbastanza avanzato, e tutti gli altri aspetti innovativi in fase di studio più o meno progredito.

Scelsi di vivere nella foresta, nella Green Belt, in un’abitazione della tradizione locale, nella comunità intenzionale di Adventure, dove anche riuscii a vivere la realtà comunitaria del lavoro, della meditazione e del divertimento collettivo, mentre professionalmente venivo sospinto verso nuove esperienze di comunicazione attraverso internet e video.

Partecipando attivamente all’elaborazione ed alla messa in pratica di nuove strutture di governance sociale, ho potuto esplorare anche dall’interno le interconnessioni della gestione il più possibilmente anarchista dell’organizzazione sociale ed economica. Anch’io, come tanti, ho spesso lamentato la lentezza, la macchinosità e la burocratizzazione di questi meccanismi, talvolta rappresentabili in un vero pantano in cui destreggiarsi per salvaguardare l’indipendenza, la libertà e il rispetto di tutte le parti. Per una popolazione di circa 3000 abitanti, provenienti da 60 nazioni diverse del mondo, con altrettante diverse lingue, diverse culture, diversi stati di educazione e di intelligenza, con possibilità economiche diverse, certamente non è facile intraprendere direzioni agevoli e innovative in campi spesso inesplorati, ma tenendo conto che lo scopo di Auroville è proprio di sperimentare nuove migliori soluzioni, rischiando anche errori e ripensamenti, ho dovuto rassegnarmi agli inevitabili ritardi, che ho ritenuto sempre mio dovere rispettare in considerazione della molteplicità degli intenti e delle opinioni. E poi ci sono I difetti che affiorano, le mancanze, la inadeguatezza delle strutture e spesso delle persone, non tutti sempre all’altezza di una situazione di per sé stessa difficile ed innovativa.

Auroville si autogestisce attraverso l’Assemblea dei Residenti, che detiene il “potere legislativo” la cui esecuzione viene affidata a Gruppi selezionati e partecipati dai residenti stessi.
Il collegamento con l’India che ci ospita vieve effettuato tramite un Segretario del Governo Indiano che, con una sua piccola struttura di funzionari, risiede ad Auroville, e da un Governing Board, nominato dal Governo Indiano che si riunisce qui un paio di volte all’anno, per qualche giorno, per fiancheggiare, collaborare e talvolta spronare l’iniziativa dei Residenti. Il collegamento Internazionale viene esercitato dall’ International Advisory Council, anche nominato dal Governo Indiano, che annovera personaggi internazionali di cultura e di impegno sociale, che anche si incontra un paio di volte l’anno ad Auroville con gli altri “pilastri”, mentre, sempre internazionalmente la struttura AVI Auroville International, con sedi in diversi paesi del pianeta, ha più che altro funzioni di supporto, di assistenza ed anche di suggerimenti e di consiglio.

Prima e durante il periodo del virus pandemico c’è stato un lungo intervallo di”vacanza” delle nomine da parte del Governo Indiano, sia del Segretario, sia del Governing Board, sia dell’ International Advisory Council, mentre anche le strutture della governance interna cercavano nuove soluzioni e nuovi equilibri, risultando quindi indebolite nel momento in cui, a partire dal luglio 2021, sono state nominate tutte le cariche di competenza del Governo Indiano. In concomitanza anche del 150mo anniversario dalla nascita di Sri Aurobindo e del 75mo anniversario dell’Indipendenza dell’India, il Governo Indiano ha dato evidentemente disposizioni ai suoi rappresentanti di intervenire in Auroville per facilitare il successo dell’esperimento, soprattutto attraverso la messa in cantiere della costruzione concreta della Galassia, la città per 50000 abitanti prevista dalla Madre e dall’ architetto da lei scelto Roger Ange. Secondo la mia opinione, la strategia scelta per arrivare a questo risultato non è stata adeguata all’ideologia e alle pratiche di Auroville: cominciare i lavori per la futura Crown Road con un non preannunciato intervento di scavatrici e trattori per disboscare un tratto gestito dal Centro dei Giovani, con l’intervento della polizia per proteggere i lavori, ripresi a tarda notte, creando posti di blocco per impedire ai residenti di intervenire, ed un giorno dopo, con l’intervento di uomini prezzolati dei villaggi vicini, esterni ad Auroville, ha portato alla naturale protesta di molti Auroviliani, che si sono riuniti in assemblee estemporanee ed hanno richiesto un’Assemblea straordinaria dei Residenti ed una votazione per mettere in pausa I lavori, in attesa che, in tempi brevi, un comitato di Architetti e pianificatori denominato Dreamweaver giunga a proposte armoniche e condivise.

In conseguenza di tutto ciò si sono create opposte fazioni che hanno spaccato la comunità ed anche qualcuno dei suoi gruppi più rappresentativi come il Working Committee, mentre anche le comunicazioni e le informazioni all’interno e all’esterno diventavano sempre più frantumate e contraddittorie. La votazione riguardo alla moratoria dei lavori, cui ha partecipato un terzo dei residenti, ha visto trionfare con il 90% la posizione per una sospensione, ma non è stata riconosciuta da alcuni di coloro che si sono astenuti dal voto, e da una parte del Working Committee che avrebbe dovuto comunicarne I risultati al Governing Board. Nel frattempo alcuni resident hanno portato il caso ad una Corte di Giustizia del Tamil Nadu, lo stato Indiano in cui è situate Auroville, che ha leggi severe per il rispetto degli alberi e del verde, che ha intimato la sospensione dei lavori in attesa di una sentenza che dovrebbe essere emessa rapidamente.

Tutto ciò, specialmente le divisioni interne, in alcuni casi l’estremismo, le intimidazioni e le minacce di un non rinnovo dei visti per gli stranieri, accuse sotterranee di razzismo e colonialismo spirituale, la faziosità emergente in una società che ha come suo obiettivo la ricerca dell’ “Unità nella diversità” hanno recato molto turbamento in molti, compreso me stesso, che ho cominciato a mettere in discussione le mie stesse motivazioni della mia presenza qui. Da sempre, gli aspetti che mi hanno spinto ad essere qui sono stati il voler partecipare ad un esperimento evolutivo unico al mondo, il voler essere presente, come attore e testimone delle difficoltà e dei progressi di questo tentativo utopico di cambiare il mondo, partendo da una base di equanimità, uguaglianza e spiritualità. Il pensiero lucido e visionario di Sri Aurobindo, con la sua teoria evolutiva e il suo Yoga integrale messi in pratica dalla Madre e di cui Auroville dovrebbe essere la culla della realizzazione, ispirano, come me, tanti residenti di questa “città di cui il mondo ha bisogno”.

Anche adesso che osservo sgradevolmente quello che sta avvenendo, a momenti di delusione e preoccupazione si alternano momenti di speranza che tutto ciò sia come una sferzata di energia che ci porti tutti a riscoprire le nostre motivazioni e a rinforzare il nostro impegno per la costruzione, non solo fisica e materiale, ma anche umana, sociale e culturale, di questa città. Metodi repressivi ed autoritari, in nome dell’efficientismo non potranno funzionare per il successo di questo esperimento, il successo tanto auspicato dal Governo Indiano dovrà tener conto dei principi ispiratori della stessa Carta di Auroville e degli altri documenti che ne sono alle fondamenta. Ho sempre considerate l’esperimento di Auroville un’utopia, non essendo ancora maturo il processo’evolutivo della specie umana per certi cambiamenti di parametri e prospettive come quelli che propugnamo. Ma vivere nell’utopia ed osservarne gli sviluppi, le difficoltà, le cadute e le risalite ,rimane per me un’ esperienza eccitante ed unica,che riscatta le sofferenze per gli inevitabili ritardi e delusioni rispetto a un “sogno” che rimane sempre vivo non solo in me e negli Auroviliani, ma in tutta l’umanità che anela ad un’esistenza più pacifica, più giusta, più equanime, più fraterna.

Lo yin e lo yang, il bianco e il nero, il buono e il cattivo continueranno a fronteggiarsi ed a convivere in un equilibrio instabile che in tanti secoli, attraverso tante guerre, tante religioni, tanti pensatori, tanta filosofia, tanta scienza, non è stato mai risolto, forse perchè è proprio dentro di noi. Ma poter osservare questo “ribollire” di fermenti, di iniziative, di onde, da una posizione privilegiata come quella in cui mi trovo, rimane per me una ragione per restare, per vedere, finché possibile “come va a finire”… Ed anche per poter documentare, per chi non è presente ma è interessato a questo esperimento, la mia testimonianza, naturalmente sempre soggettiva, ma di prima mano. Rimane poi il privilegio di poter osservare e partecipare, vivendo un un ambiente di lavoro liberamente scelto e non dettato da obblighi finanziari, in un ambiente sano, verde e naturale, con la spiritualità irradiata dal Matrimandir, la possibilità di poter frequentarne la camera interna per meditare e per collegare l’universo esterno che l’attraversa con un raggio di sole sempre perpendicolare, con il nostro unverso interno, altrettanto variegato ed infinito. I primi risultati dell’esperimento Dreamweavers, I cui lavori si stanno attualmento svolgendo con un rifiorire di idee e di creatività, mi porta a ben sperare che effettivamente Auroville riesca a riannodare le fila per re-intessere un’esperienza certamente necessaria e salutare per la sopravvivenza dell’umanità.

Carta di Auroville

1. Auroville non appartiene a nessuno in particolare.
Auroville appartiene all’umanità nella sua totalità.
Ma per vivere ad Auroville si deve essere il servitore volontario della Coscienza Divina.

2. Auroville sarà il luogo di un’educazione senza fine, di un progresso continuo, e di una giovinezza senza vecchiaia.

3. Auroville vuole essere il ponte tra il passato e il futuro. Approfittando di tutte le scoperte esteriori e interiori, Auroville vuole lanciarsi con coraggio verso le realizzazioni a venire.

4. Auroville sarà un luogo di ricerca materiale e spirituale, per dare un corpo vivente ad una vera Unità Umana.

Manohar Luigi Fedele

Foto: Manohar Luigi Fedele

Questo articolo ha 3 commenti.

  1. Ivo Bernasconi

    Credo che Auroville, proprio per la natura del progetto stesso, dovrà periodicamente superare delle crisi importanti e in qualche modo simboliche del disordine di tutta l’umanità. Per esempio, quando arrivai a Pondy nel ’78 ho saputo che c’era stato un momento difficile a causa di un gruppo di aurovilliani un po’ radicali che poi sono entrati in collisione con l’ashram. Se te la senti credo che restare sia la migliore ipotesi; oltretutto la tua lunga esperienza potrà certamente essere d’aiuto a chi avesse intenzione di iniziare a vivere l’avventura di Auroville proprio in questo periodo difficile. Un caro saluto.

  2. Lorella

    Grazie Manohar Luigi Fedele per la condivisione che porta speranza e motivazione.

  3. Vittorio Gaetano Cubisino

    Lavorai due anni nel Matrimandir, 1974 – 75.
    Vivevo in Udavi, dove si facevano ( o ancora si fanno?)
    Gli incensi.
    Io misi l’ultimo “Cetty” di concreto nell’anello soperiore della struttura.
    Vissi quella che tu chiami ” l’epoca pioneristica”.
    C’era il vero spirito di fratellanza e collaborazione.
    Che questo finisca per essere un ” Resort” turistico mi rattrista.
    Vivo in Venezuela.
    Ho ancora due amici che vivono in Pondycherry, Krau e Alla che mi informano di tanto in tanto.
    Quello che dici è vero.
    Ma bisogna aver vissuto in quei tempi in Auroville, ben administata Da Sri Navajata e Sri Shamsundar.
    Altri tempi, forse i più felici di Auroville.
    Lamento quello che succede.

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